Presentato in occasione del meeting annuale della Royal Society un progetto che mira a ottenere la longevità agendo sui geni. "Chi vive fino a 100 anni - ha spiegato l'esperto - generalmente muore sano. La durata della nostra vita è scritta nel dna"
È IL SACRO Graal di medici, case farmaceutiche e cosmetiche, una miniera d'oro alimentata da un miraggio di vita eterna, o meglio di eterna giovinezza. Eppure il traguardo di un farmaco anti-età potrebbe non essere così lontano e, sottolinea il quotidiano inglese Independent, se fosse raggiunto toglierebbe di mezzo dal mercato in un colpo solo creme, tonici e pozioni "ringiovanenti".
In occasione della conferenza annuale organizzata dalla Royal Society, intitolata appunto Turning Back the Clock ("mettendo indietro l'orologio") gli scienziati si sono addirittura sbottonati stabilendo una data precisa: 2012. Appena due anni, e poi le donne (e gli uomini, visto che a quanto pare sono vanitosi quanto il gentil sesso) di tutto il mondo potranno combattere i sengi del tempo in modo efficace limitandosi a ingurgitare una pillola al giorno. Gli studiosi hanno spiegato infatti che per restare giovani non serve smettere di fumare, stare attenti all'alimentazione, andare in palestra e riempirsi di farmaci e creme anti-radicali liberi. Perché tutto dipende dai geni. E partendo da questa constatazione, frutto naturalmente di anni di ricerche incrociate e confermate, hanno fatto il punto della situazione affermando che ormai il mosaico è completo e che i laboratori hanno tutti i dati scientifici necessari per contrastare l'invecchiamento alla radice. Intervenendo appunto sui geni.
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domenica 16 maggio 2010
mercoledì 12 maggio 2010
Dormire allunga la vita 6-8 ore il sonno ideale
Una nuova ricerca realizzata insieme dalle università di Warwick e Napoli smentisce antiche certezze: "riposare" troppo fa male alla salute
Dormite da sei a otto ore per notte, se volete aumentare le probabilità di avere una lunga vita. E' il verdetto di uno studio sul sonno condotto congiuntamente da un team di scienziati della University of Warwick in Inghilterra e dalla facoltà di medicina dell'università di Napoli in Italia. Il rapporto, pubblicato sulla rivista britannica Sleep e anticipato stamane dal quotidiano Daily Telegraph, afferma di avere trovato "prove inequivocabili" che collegano la privazione del sonno a un deterioramento della salute e a una morte prematura. Ma anche dormire troppo fa male, avverte lo studio, anzi è un campanello d'allarme ancora più pericoloso che dormire troppo poco.
Dormite da sei a otto ore per notte, se volete aumentare le probabilità di avere una lunga vita. E' il verdetto di uno studio sul sonno condotto congiuntamente da un team di scienziati della University of Warwick in Inghilterra e dalla facoltà di medicina dell'università di Napoli in Italia. Il rapporto, pubblicato sulla rivista britannica Sleep e anticipato stamane dal quotidiano Daily Telegraph, afferma di avere trovato "prove inequivocabili" che collegano la privazione del sonno a un deterioramento della salute e a una morte prematura. Ma anche dormire troppo fa male, avverte lo studio, anzi è un campanello d'allarme ancora più pericoloso che dormire troppo poco.
martedì 9 marzo 2010
Fratture: si ripareranno subito con l’osso sintetico
Tecnologia e medicina vanno a braccetto con la nuova innovazione che arriva direttamente dall’Istituto per i materiali compositi e biomedici del Consiglio nazionale delle ricerche (Imcb-Cnr) di Napoli. L’argomento in questione è la cura delle fratture ossee.
Fra qualche anno ripenseremo a quando si ingessavano gli arti o si installavano viti e pensermo “Medioevo!”. Già perché il futuro è l’osso liquido, una sostanza a presa rapida che può essere iniettata nella parte lesa per una cura praticamente istantanea. Sarebbe ideale anche nella cura all’osteoporosi.
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